
Siamo tutti nel deserto,
siamo inariditi nei nostri piccoli o grandi conflitti.
Siamo nel deserto di una umanità che sembra aver perso il sentiero.
Siamo nel deserto, assetati di giustizia e di pace.
Siamo nel deserto, soli e con tanta nostalgia di fraternità.
Siamo nel deserto in cerca di un’oasi dove dissetare la nostra speranza.
Siamo nel deserto e ci sembra di non avere più la forza di camminare.
Siamo nel deserto e proprio lì ci raggiunge Colui che trasforma i deserti in giardini.
Siamo nel deserto e ci accorgiamo che un Bambino diventa la nostra “ala di riserva”.
Uniti a Lui possiamo volare e raggiungere tutti i deserti del mondo e gridare, gridare a squarciagola:
“Nel deserto ho trovato grazia” (Ger 31,2).
L’ Emmanuele, il Dio con noi, nel deserto è divenuto, ancora una volta, l’altra nostra ala con la quale volare, continuare a sperare, continuare ad amare.
È Natale: I deserti si trasformano in giardini. Dio si fa uomo. L’uomo ha la sua ala di riserva.
Ogni granello di sabbia si trasforma in ruscello di acqua viva!
È Natale: la festa di chi nel deserto ode il vagito di un Neonato che fa cantare agli angeli:
“Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama”.